Quando torno lì, alla punta del tacco di Italia, nella mia città, vivo il tempo e vedo il mondo con una lente romantica tipica di chi ha scientemente scelto di andare via pur amando la sua terra. Tutto mi sembra bellissimo, colorato e profumato. Ogni colazione è un tuffo in mille ricordi, ogni pezzo di città che cambia è un segno di grande evoluzione, ogni sorriso che incontro è la conferma di una propensione smisurata verso l’altro (che è difficile trovare in altri posti). Il cielo è limpido come non mai e di notte le stelle si moltiplicano nel cielo e ti fanno innamorare. Di solito, tutto questo sentimento romantico si scontra poi con la constatazione (seppur amichevole) delle inefficienze, della lentezza cronica, della disorganizzazione, della precarietà lavorativa, di una mentalità ancora troppo poco aperta. Analisi che mi ricordano immediatamente perché ho scelto di vivere altrove, di lasciare la mia terra e di crescere i miei figli in una città diversa. Questa volta però qualcosa è cambiato, ho apprezzato e stimato la scelta di chi con coraggio è tornato. Amici brillanti che dopo anni all’estero e in grandi metropoli italiane, hanno rimesso in discussione tutto per tornare. Hanno scommesso i loro risparmi e le loro carriere sia per offrire ai figli una esperienza di vita simile a quella che hanno vissuto loro, sia per ridare a questa terra il valore della loro competenza. Mi è tornato in mente un sogno che avevo da ragazza, quello di studiare fuori per poi tornare in Salento e fare qualcosa di bello per questa terra. Mi è tornato in mente che anche la Regione Puglia ha creduto in questo sogno finanziando, tanti anni fa, il mio master con il programma di politiche giovanili “bollenti spiriti”. E allora perché non sono tornata anche io? Su quale scoglio si è infranto quel sogno di tornare? In realtà quel mio sogno si è infranto almeno due volte, quando ero pronta per il mondo del lavoro e l’offerta di Milano basata sul merito era imparagonabile a quella della mia terra, e quando ho avuto bisogno di eccellenze in sanità e l’unica opzione per salvare la vita di chi amavo è stata di correre d’urgenza a Milano. So, però, che ogni volta che sono nella mia città natale vorrei avere un po’ di quel coraggio necessario a ritornare e a provare a rendere la mia città più moderna, più efficiente, più inclusiva, più onesta, più equa. E mentre guardo con ammirazione coloro che hanno già avuto il coraggio di tornare, mi chiedo cosa potrebbe accadere se tutti i bollenti spiriti pugliesi tornassero… cosa potremmo creare insieme?
