Ogni anno, d’estate, in un piccolo paesino del basso Salento avviene una grande magia: le strade si riempiono di gente curiosa, gli angoli e le piazze si trasformano in palcoscenici ambiti e il cappello diventa un oggetto atteso. È la magia di “A Cappello: il festival internazionale dell’arte di strada”. È qui che ti riscopri bambino con gli occhi pieni di attesa, stupore, divertimento, paura, sollievo e felicità. È qui che ti lasci andare alla leggerezza e alla bellezza. Ed è qui che ti chiedi “che mondo sarebbe senza gli artisti di strada?” Persone che hanno deciso di regalare emozioni per mestiere, portandole in giro per le vie di paesi e città. E ti rendi conto di quanto sia bello e impegnativo regalare emozioni per lavoro! Ma quale prezzo si può dare alle emozioni? Ve lo siete mai chiesto? Loro che coinvolgono il pubblico e lo rendono parte dello spettacolo, loro che sono gli eredi degli antichi giullari e che diffondono democraticamente l’arte con un registro comunicativo che arriva a tutti e piace a tutti… Che prezzo ha tutto questo? Loro che scaldano i cuori e fanno sognare, loro che fanno brillare gli occhi dei bimbi e fanno addolcire quelli degli adulti. Loro che ti regalano una pausa che è un concentrato di emozioni… Riusciamo a dare un prezzo a tutto questo? E quando lo spettacolo finisce e ti ritrovi il cappello da riempire ti rendi conto che i soldi che metterai non saranno mai abbastanza. Una vita a cappello… una vita in cui il loro guadagno dipende dalla generosità di chi hanno fatto emozionare. Che responsabilità la loro, che responsabilità la nostra da spettatori nell’essere generosi con chi ci regala emozioni senza imporre un prezzo. E sarei curiosa di sapere se alla fine della lunga serata quei cappelli si sono riempiti almeno quanto si è riempito il mio cuore nel godere delle loro performance in una serata di quasi luna piena, in una notte di metà agosto, in un paesino alla punta del Salento molto vicino al luogo dove finisce la terra e inizia l’infinito.
prezzo di tutto questo?
Mai abbastanza per ripagare il loro impegno, la loro dedizione, la loro scelta di vita senza garanzie.
